venerdì 2 gennaio 2009

La distanza tra me ed una casalinga

Ebbene, siamo nel 2009!
Un anno fa gironzolavo per le strade di Liverpool con la mia migliore amica, canticchiando dentro il cuore The long and winding road dei Beatles (cos'altro potevo cantare a Liverpool??), continuando a pensare ad una certa persona che ora è totalmente dentro di me, nel mio cuore e nella mia vita.
L'anno scorso, al brindisi di mezzanotte, o forse alla prima birra pre-cena, io e la mia migliore amica cercavamo di dirci "quali sono i tuoi BUONI propositi per l'anno NUOVO?" ma, irrimediabilmente ci usciva dalla bocca un "quali sono i tuoi NUOVI propositi per l'anno BUONO?"
Ma lapsus freudiano poteva essere più azzeccato.

Queste feste stanno scorrendo veloci.
Io vorrei chiediere alla fatina dell'anno nuovo (non esiste ma me la sono inventata io) la capacità di creare meno scompiglio dentro questa casa.
La forza di diventare una brava moglie, perché già mi sento tale ma la distanza tra me e una casalinga si misura in anni luce.
Vorrei diventare un po' meno disastro di quel che sono... ma poi sarei ancora io?
Quello che so è che per il brindisi ho guardato dritto negli occhi il mio amore, l'ho baciato e poi gli ho sussurrato all'orecchio che lo amavo.
Forse sono mielosa o un po' polipo, come mi dice mia madre per prendermi in giro (ma anche no) ma io è così che la penso.
Certe volte vorrei essere un sole per illuminare le giornate d'inverno come questa, durante la quale la nebbia non s'alza mai e la galaverna non si scioglie mai.
Oggi gli alberi sembravano sculture di ghiaccio.
Io, come una bimba cresciuta in un luogo dove la nebbia non c'è (quasi) mai, oggi guardavo la campagna carpigiana con occhi stupiti.
Il mio cuore si riempiva sempre più per colui che ho sempre accanto.
E sempre l'avrò.

Ora é quasi tempo per me per dirigermi in cucina.
Un posto dura giusto il tempo di mescolare la pasta.
(parafrasando l'intervallo di una serie famosa)

Già che ci siamo, Buon 2009 a tutti!!

lunedì 22 dicembre 2008

Le luci di Natale

Ho trent'anni.
Quasi trent'uno direi.
Ho vissuto vari Natali e ciò che più mi ricorda la gioia dei momenti vicini al Natale è la presenza della luce, delle luci... colorate, bianche, intermittenti, fermi.
Qualsiasi siano... ma luci.
Ieri io e Gian siamo passati per la bellissima piazza di Carpi.
E' bella sempre ed io sto imparando ad innamorarmene ogni giorno di più.
Ieri però... era un momento di luce intensa.
Luci, immagini proiettate sul castello... la gente attorno a noi era tantissima eppure io non la sentivo.
Ero persa negli occhi dell'uomo che porto nel cuore.
Lui mi teneva stretta... ed io ho sentito di vivere uno dei momenti più belli della mia vita.

sabato 13 dicembre 2008

Bibì e Bibò

Io e Gian frequentiamo un forum che ci è molto caro.

Ieri sera io ero sul divano e lui qui al suo mac (dal quale vi sto scrivendo io ora).

Lui si connette al forum.
Io guardo C.S.I. Miami (anche se devo ammettere di apprezzare di più Las Vegas).

Gio: "Cosa dicono?"
Gian: " Ha scritto xxxxx e anche zzzzz... che dici, rispondiamo?"
Gio: "sì dai... mettici <<Gio e Gian>> come nomi per il post..."
Gian: "Ma dai... così sembriamo Bibi e Bibò"
Gio: "Amore... noi siamo Bibi e Bibò"

Scatenando una risata convulsiva da parte del mio compagno, mi sono riaccoccolata sul divano a guardare le imprese mirambolesche e moralesche di Horatio.

Stamattina siamo andati a farci un giro sotto il portico.
Giusto per non smentirci in quanto Bibi e Bibò, avevamo i berretti uguali.
Entrambi made in suocera.
 
E tra poco si va a Viadana, per la Challenge Cup: rugby, birra, pioggia e fango.
Britannia made in Italy.
Con i berretti uguali però!!

mercoledì 10 dicembre 2008

"UN UOMO SOLO AL COMANDO..."









































"...La sua maglia è biancoceleste, il suo nome è Fausto Coppi".

Così commentava alla radio Mario Ferretti, circa 50 anni fa, coniando una frase che è diventata una delle icone dello sport italiano. Mi è venuta in mente guardando alcune foto che la mia Compagna ha scattato durante le nostre scorribande sportive. Avete mai pensato a quanto soli si possa essere nello sport, anche (o soprattutto?) se di squadra? E a quanto un'immagine possa mostrarlo meglio di mille parole?

Come nel caso di Andrea Marcato, mediano di apertura della Nazionale di rugby, che calcia solitario una punizione contro i Pacific Islanders sul prato dello Stadio Giglio di Reggio Emilia.

O nel caso di Pasquale Terrazzano, secondo portiere dell'Hockey Lugano, che attende paziente sul ghiaccio della Resega la sua occasione.

Uomini soli al comando di sè stessi.


lunedì 17 novembre 2008

Voci notturne e mischie "ingaggiose"

Stanotte.
Voci assonnate.

Gio: "Amore, come va la spalla?"
Gian: "Bene Cipolla, e la tua schiena?"
Gio: "Bene direi..."

Gian: "Sembriamo due vecchi di 80 anni..."

E poi siamo tornati a ronfare.

Già... 235 km non ci dividono più.
Ma 235 km ci dividono da Nummelin, Aebbischer e Patterlini.
Nonché da entrambi i Vauclair.
Nel momento in cui scopri che l'ingaggio é un po' come la mischia...beh, non puoi più farne a meno.
Soprattutto quando osservi certe mischie mandate in onda senza commento e ti chiedi che cosa cavolo ci fa Mallet sulla panchina dell'Italia.
Ti chiedi anche chi cavolo sia il nuovo coiffeur di Lo Cicero.
Nel frattempo entrambi (Gian e tu) vi chiedete come caspita salvare Masi dall'allenatore sopracitato.